Sordità e bimbi, diagnosi veloce con il nuovo tester palmare
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L'Arena del 20-01-2010 Sordità e bimbi, diagnosi veloce con il nuovo tester palmare VERONA. Diagnosticare precocemente nel neonato la sordità applicando il programma Sreening Audiologico Neonatale, che consente di identificare tempestivamente deficit uditivi tali da precludere lo sviluppo linguistico del bambino e di intervenire così per evitare ripercussioni cognitive e relazionali. Da oggi è possibile anche all'ospedale di Borgo Trento grazie al nuovo apparecchio (un tester palmare audiologico ALGO3i) che al reparto di Pediatria diretto dal dottor Palo Biban è stato donato dal Lions Club Verona Cangrande, con il contributo dei Club Verona Host, Verona Re Teodorico, Verona Gallieno e della Fondazione dei Club Lions del distretto 108TA1. La nuova apparecchiatura è stata consegnata ieri mattina alla presenza del direttore dell'Azienda ospedaliera Sandro Caffi, del dottor Biban e del dottor Paolo Bonetti, dell'Unità operativa di Pediatria di Borgo Trento, dal presidente del Lions Club Verona Cangrande Marco Ferro e di altri responsabili dei Club Lions coinvolti nella donazione. «Il deficit auditivo colpisce una percentuale bassa di soggetti, si stima da uno a tre bambini su mille, ma se non viene diagnosticata in tempo la sordità infantile può avere conseguenze molto gravi sullo sviluppo», ha spiegato Biban. «Il disturbo si instaura infatti in età preverbale e può alterare i processi di acquisizione e produzione del linguaggio, con conseguenze sul comportamento e le relazioni che compromettono poi l'inserimento sociale e lavorativo. Per questo è fondamentale diagnosticare un deficit auditivo fin dai primi giorni di vita: i bambini che ricevono un trattamento adeguato entro sei mesi dalla nascita hanno un potenziale di sviluppo delle capacità linguistiche praticamente uguale a quello dei normoudenti. Questo nuovo strumento ha una tecnologia sofisticata che ci consentirà di fare una diagnosi precoce e di inviare eventualmente i bambini con deficit auditivo in centri specializzati per la sordità nei neonati. E' vero infatti che la forma più frequente di sordità alla nascita (il 60%) è dovuta a motivi genetici, cioè ereditari, e in questo caso la familiarità ci rende più avvertiti della possibilità del bambino di sviluppare il problema, ma il restante 40% dei casi è difficile da individuare. Con questo nuovo sistema è possibile attuare un test tra le 34 settimane di età gestazionale e i 6 mesi di vita e avere risultati in modo automatico con parametri di screening standardizzati». (A.G.)
Pubblicazione del: 22/01/2010
nella Categoria notizie scientifiche
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